Le Ceneri della Fenice – Il cerchio si chiude

Signori, il cerchio si chiude. Breve storia di questa serie. ❤

📗”Le Ceneri della Fenice” è nato come romanzo autoconclusivo, talmente autoconclusivo che aveva un finale decisamente a senso unico. ➡️
Dopo anni dall’averlo scritto, mi è balenata l’idea per un seguito a metà fra il distopico e l’irrazionale: “e se quel ragazzino petulante ne avesse combinata una delle sue?” mi ero detta. 🤔
Così è nato “Living Hell” il secondo volume della serie, dove ho riacchiappato la trama per i capelli e finalmente ho dato una svolta alla vita dei protagonisti. 💁‍♂️💁‍♀️🤸‍♂️
Il terzo volume è nato per necessità. Troppe cose sono successe nella mia vita che pensavo avesse preso un verso, finalmente. Ma le cose non vanno mai come uno le vorrebbe, quindi perché non riversarle anche sui miei personaggi? 🤦‍♀️
Ecco come è nato “Broken Strings” a ricordarci che le cose evolvono, mutano, ma alla fine il cerchio si chiude. Sempre.
Ho sempre avuto una sorta di insofferenza per questa storia perché non ero mai soddisfatta del risultato finale. Finalmente, cambiando la copertina del primo volume, mi sono data pace e posso considerare quest’opera chiusa. 🙌
Grazie a chiunque l’ha letta e sostenuta, dimostrando di crederci molto più di quanto non abbia mai fatto io.

Vi ricordo che tutti i miei romanzi sono GRATIS e completi su Wattpad, ma se proprio volete comprarli li trovate in qualsiasi store online, cliccate qui per i link diretti.

Non avevo detto che dovevo essere breve? 🤷‍♂️

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AAA cerco blogger!

L’incubo è finito e un normale disegno nato per caso, ora è diventato la nuova cover del mio volume “Le Ceneri della Fenice – The Fade”.
Mi piacerebbe condividere la nuova copertina in blog letterali che offrono servizi di segnalazione o cover reveal. Se volete ospitarmi nel vostro sarei molto contenta! Contattatemi! :3

Intervista a Neffen Shaw – bassista dei Momuht

Riprendo la simpatica iniziativa proposta nel gruppo FB Volves Readers dove si chiedeva di descrivere il proprio libro facendo parlare uno dei protagonisti. Ecco il resoconto di Nef.

Cominciamo con una domanda per rompere il ghiaccio.
Chi sei? Presentati e raccontaci il tuo ruolo all’interno del romanzo.

Mi chiamo Neffen Shaw e sono il vero protagonista di questo romanzo; non quella squinternata sui pattini o quel marmocchio petulante che sembra uno scienziato pazzo in miniatura. *accende una sigaretta* Ah, sono anche il leader della band più popolare del pianeta, ma non per questo mi sono montato la testa. No-no. Hasta la vista!


Raccontaci qualcosa sui tuoi “alleati” all’interno del romanzo.

Alleati? Ma quali alleati? Qui sembrano tutti d’accordo per rendermi la vita un inferno. È già difficile mandare avanti una band, figuriamoci poi con gente del genere. Comunque, il gruppo è composto da quel cazzone di Ted, chitarrista che sembra sempre sull’orlo del suicidio (ma a quanto pare ‘sta cosa fa rimorchio); quello spilungone rompiballe di Jess che – buon per lui – è un asso alla batteria e quella mitomane fissata coi cartoni giapponesi di Joanna che – Dio l’abbia in gloria – ha una voce stellare, sennò l’avrei già spedita al diavolo lei e quello smartphone su cui sta sempre appiccicata. Io sono quello bello sulla destra. Piacere.

MOMUHT

E sui tuoi antagonisti? Cosa ci racconti?

le ceneri della feniceEcco. Cioè io me ne stavo tranquillo per i cazzi miei a godermi la vita da rockstar e all’improvviso piombano loro: Jag e Fade. Mi hanno reso la vita un calvario, si sono infiltrati nella band con la scusa di avere un sacco di soldi per finanziare il gruppo. Poi vabbè il fatto che siano arrivati fino a me per un messaggio che ho lasciato su internet da ubriaco poco importa.


Parlaci dell’ambiente in cui vivi.

La mia vita si svolge su e giù da un palco, fra interviste e sala prove. Non costringetemi in un punto fisso perché mi sentirei come un animale in gabbia. C’è stato un momento in cui sono stato “legato” a un luogo, ma non per mio volere. Indovinate per colpa di chi? Esatto: del marmocchio psicopatico.

le ceneri della fenice 2

Se potessi scegliere la tua prossima avventura, dove vorresti andare?

Qualsiasi posto va bene. Basta che sia lontano da questi maledetti giornalisti. Hasta la vista!

le ceneri della fenice

Scopri il romanzo QUA!

La vita divertente di un autore – Mini intervista a JFM

Ma quale divertente? Scrivere è un inferno di lagrime e sangre, ma ringrazio il blog Leggendo insieme perché mi ha fatto ricordare che qualcosa di divertente ogni tanto succede. Leggi la mini-mini intervista, perché le #mainagioia superano sempre la realtà.

Ci sarà sicuramente un aneddoto divertente legato alla stesura del tuo romanzo. Raccontaci un po’ del lato comico legato al tuo libro o magari legato alle tue prime presentazioni davanti a un pubblico.

💬 Partiamo dal fatto che il mio nome Jane Fade Merrick non è nato per fare la donna di tendenza, ma perché non voglio assolutamente che chi mi conosce (famiglia in primis) sappia che scrivo e soprattutto legga quello che ho scritto. Va da sé che taglio da sola il 98% del pubblico che potrebbe comprare il mio libro. LOL Quei pochi che lo sanno vengono costantemente minacciati di morte se ne parlano. Non ho ovviamente foto di presentazioni da mostrare, ma fra le cose divertenti legati ai romanzi che ho scritto, posso annoverare i backstage di stesura dei romanzi e un dialogo avvenuto fra me e un amico che è venuto a conoscenza del mio segreto che è andato più o meno così:
Amico: “Dai, allora adesso mi compro il tuo libro!”
Io: “NONONONO!”
In lontananza, il marketing si suicidò.

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Doppia intervista a Fade e Jane Fade Merrick, il che porta a un paradosso che vi manderà in ridondanza ciclica per giorni

gli occhi del lupo

Oggi sono ospite del blog Gli occhi del Lupo  che propone una simpatica iniziativa, cioè la doppia intervista autore-protagonista; solo che io e la protagonista abbiamo lo stesso nome, quindi mi si sono complicate un po’ le cose. LOL Nell’intervista l’autrice si chiamerà “Jane Fade Merrick” e la protagonista solo “Fade”. Buona lettura!

1) AUTORE: Chi è “Jane Fade Merrick”? Raccontaci di te e attribuisciti 3 aggettivi.
Sono una povera scema che ha scritto tre libri, ma faccio di tutto affinché la gente che conosco non sappia che l’ho fatto.
Poraccia – Oggettiva – Controversa
PERSONAGGIO: Chi è “Fade”? Raccontaci di te e attribuisciti 3 aggettivi
Non amo parlare di me. Sono sola, vivo alla giornata, rubacchio per mangiare e scappo dai guai scivolando su dei rollerblade malandati, tant’è che la gente ha preso a chiamarmi “The Fade”. I miei unici amici sono un coltello da cucina e una cicatrice sulla gamba sinistra che mi ricordano ogni giorno chi sono e perché sono finita così.
Sfuggente – Controversa – Caparbia
2) AUTORE: Cosa ne pensi del tuo personaggio?
Eh, mi assomiglia parecchio dal punto di vista caratteriale, in ogni libro i pensieri che sputa la ragazza sono quelli che penso realmente (altro motivo per cui non voglio che mi conosce legga ciò che ho scritto), alla fine l’ho solo resa più interessante, visto che io e la mia vita non lo siamo.
PERSONAGGIO: Cosa ne pensi del tuo autore?
Se mai la incontrassi gliela farei pagare per tutto. Scrivere un libro dovrebbe essere un modo per evadere dalla triste realtà, non amplificarla e aggiungerci disgrazie varie come ha fatto lei.
Leggi tutto nel blog “Gli Occhi del Lupo”

Un libro si giudica dalla copertina? Intervista alla me medesima JFM

Per la la rubrica “QUATTRO BLOG PER UN AUTORE” sono stata ospite nel blog In compagnia di una penna. Vi lascio la prima parte dell’intervista qui sotto, dove parlo di copertini di libri.

Buongiorno Gilda […] L’argomento che mi proponi mi piace molto, sopratutto perché mi interesso di grafica; quindi a primo impatto ti dico che per me, sì, un libro si giudica dalla copertina, ma vorrei anche approfondire la questione.

Trovandoci nel picco della tendenza del “self-publishing” ho potuto notare come molti autori emergenti (fra cui io) abbiano finalmente tirato fuori il famoso libro dal cassetto, va da sé quindi che il mercato si è riempito di titoli e relative copertine. Molto spesso mi trovo di fronte a belle cover, altre un po’ meno.

Dal punto di vista generale ho notato una tendenza al buon gusto estetico nelle cover “self” (parlo nel territorio nazionale, perché quelle U.S.A. che ho visto sono un po’ discutibili), con scelta di foto d’impatto, ma molto spesso accompagnate dalla carenza conoscitiva delle regole di grafica (in altre parole si pensa che basti una bella foto con sopra appiccicati un titolo e il nome autore con un font a caso, per ottenere un bella cover). Non la considero per forza una pecca (anche se preferirei ci fosse l’applicazione della buona grafica, naturalmente) perché alla fine penso si raggiunga comunque lo scopo finale, cioè attrarre un lettore e spingerlo a conoscere di più. Confermo perciò che se un libro non ha una copertina graficamente decente, penso che chi la guardi sia intimamente portato a pensare che il contenuto sia della stessa bassa qualità.

Detto ciò, rispondo alle domande sulle cover dei miei romanzi, che ho realizzato da sola.

Ammetto che la cover del primo volume “Le Ceneri della Fenice – The Fade” non sia particolarmente accattivante, avrei potuto usare un’immagine più d’impatto e invece ho optato per una piuttosto statica, cioè una ragazza in piedi, col viso coperto a metà dai capelli, che regge una cornice che la circoscrive nella stasi della sua vita. Non ci sono altri elementi che la caratterizzano se non la bocca distorta in un’espressione di rammarico e il fatto che indossi un paio di rollerblade. Era questo il messaggio che volevo dare a suo tempo (parliamo del 2014) al pubblico, e credo sia giusto non cambiarlo anche se, a distanza di tempo, riesco a vedere i suoi punti di debolezza.

Nel 2017 ho pubblicato la versione inglese del libro grazie a Tektime, è stato una buona opportunità per rivedere la cover e ho quindi creato un’immagine del tutto diversa per presentarlo, con la protagonista in controluce che guarda dritta verso lo “spettatore”. Credo che questa rappresenti meglio i contenuti del libro, ma non la userei per la versione italiana, perché ho avuto l’impressione che il il mio target di riferimento in questo caso (gli U.S.A.), sia più attratto da immagini aggressive rispetto a quello europeo.

Per tutte le cover ho usato una grafica minimale, font bastoni e colori a tinte piatte per attribuirgli una veste moderna, in contrasto col titolo per il quale molte persone pensano si tratti di un fantasy.

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