“Le Ceneri della Fenice” fatta semplice [Speciale comic]

Attenzione! Questo fumetto potrebbe farti venire una voglia sfrenata di comprare il mio libro, oppure mandarmi a cagare XD

Le Ceneri della Fenice The Fade

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[Recensione] a STOCAZZAMee

Ringrazio La Casa dei Cactus di Fuoco che ha recensito in maniera approfondita il mio.. come definirlo… delirio scritto su una ragazzina teenager che si sposa un cantante plurimilionario. Hey! ma ci sono milioni di storie così! Vediamo in cosa si distingue questa!

Continua ancora la rubrica delle recensioni… se l’ultima volta abbiamo vissuto un’avventura folle nella stramba Melmerigia, alla ricerca di strani gattopolli, con “L’Anno di Alodrinco“, questa volta ci immergiamo nel puro, purissimo, trash Teen Fiction! Ma è un trash ben particolare, perchè è ricercato. 
Siete pronte per…
stocazzamee
1. La trama: Raccoglie (volutamente) TUTTI ma proprio TUTTI i cliché delle fanfiction e delle teen fiction! Summer (e poteva chiamarsi altrimenti? Anche noi abbiamo chiamato così la protagonista clichiosa della nostra weird teen novel, “The Dark Boy“, proprio in onore di questa Summer!), il cui vero nome è Samuela Merdini, è una ragazza italiana con un padre molto assente (nonché incline agli svenimenti, di carattere così debole che è come se fosse morto), ricca, magra ma con un seno prosperoso, perdutamente innamorata di Herry, frontman (o leader indiscusso, come viene chiamato qui) della superidolizzata, stratosfericamente famosa, band One Way. Si, si, avete capito bene cosa sta parodiando.
Allora un bel giorno la nostra Summer fa i bagagli, parte per Londra senza sapere una parola di inglese e decide che conquisterà, costi quel che costi, il suo amore!
Riuscirà nella difficilissima impresa di trovare la casa dove abita il suo plurimiliardario amore?
Ma ovviamente! E ovviamente il suo plurimiliardario amore vive insieme agli altri membri della boy band e passa tutto il giorno a far niente, a giocare alla Playstation (“la Pley”) e a bistrattare Ellos, il cantante più sfigato di tutti i tempi, anch’egli facente parte del complesso.
Ovviamente alla nostra cara Summer va tutto liscio come un lastrone di ghiaccio, tranne per quelle difficoltà trashiosissime che accompagnano tutte le protagoniste di questi obbrobri narrativi (morti improvvise di amiche, triangoli amorosi scemi con altri cantanti belli, gravidanze indesiderate e chi più ne ha più ne metta), ma alla fine l’amore trionfa… forse?
Il tutto è condito da una quantità di domande retoriche, rotture della quarta parete e c’è persino un capitolo flashback (che è il mio preferito).
E anche da un sacco di scene di una schifosità unica. Che però mi hanno fatta ridere, quindi ce stanno, ce stanno…

Continua a leggere qui!

Pillole di self #7

Booktrailer Sì/No/Forse/Bho!

Cosa è un booktrailer?

Come per un qualsiasi trailer che vedete al cinema, un booktrailer è un breve video di presentazione del vostro libro, un file multimediale che dovrebbe incuriosire futuri lettori a volerne sapere di più sulla vostra storia.

Un bel booktrailer semplice ma efficace

Conviene fare un booktrailer?

Credo sia una scelta del tutto soggettiva. Il mio parere è no. Primo perchè è un investimento abbastanza importante (di tempo, o soldi, o entrambi), secondo perché la maggior parte dei booktrailer che ho visto in giro (specie quelli “caserecci”) invece di invogliarmi a leggere il libro mi hanno fatto salire l’odio verso lo stesso.

Il booktrailer, come per la copertina, deve essere di qualità, incisivo, convincente e queste qualità riescono a ottenerle solo dei professionisti del settore.

Il booktrailer è un mezzo di comunicazione delicato e basta poco per trasformarlo da ciò che dovrebbe essere, a uno slideshow casalingo che rischia di dare l’effetto delle famose diapositive delle vacanze. Poco importa se sotto mettiate la hit del momento ad accompagnare le immagini, il risultato finale sarà che l’utente chiuderà il video prima che il titolo della vostra opera compaia sullo schermo.

Detto questo vi elenco una serie di errori da evitare nella realizzazione di un booktrailer:

  • Farlo durare più di un minuto (l’utente medio chiude un video allo scoccare del sessantesimo secondo, a meno che non stia vedendo qualcosa che lo interessava a proiori)
  • Usare video o immagini pixelate (oltre ad essere visivamente fastidiose, potrebbero indurre a pensare che anche la qualità del vostro libro sia dello stesso livello delle immagini)
  • “Schiaffare” nel video immagini o riprese in verticale quando il formato è visibilmente in orizzontale (creando quelle terribili bande nere sul video)
  • Usare a casaccio spezzoni di video in formato 16:9, poi in 3:4, poi in cinescoop (leggi sopra)
  • usare caratteri che non si leggono bene (anche se sono graziosi, se non si leggono come fate a catturare l’utente?)
  • usare frasi di autocelebrazione: “il thriller più sconvolgente del mondo/Il romanzo rosa che è diverso da qualsiasi altro” (Che sono l’apoteosi della spocchia e vi rendono antipatici).
proportions video

Fonte: chimerarevo.com

Altri errori da evitare, soprattutto se pubblicate un libro da cui volete trarre profitto:

  • usare spezzoni di film famosi e/o
  • immagini di attori/attrici e/o
  • musiche con copyright

Sconsiglio a priori di usare le tre cose sopra citate, ma se state pubblicando una storia senza scopo di lucro (ad esempio su Wattpad) siete parzialmente giustificati.

Come realizzare un booktrailer
Programma

Per prima cosa serve un programma che metta in sequenza le immagini. Non ho nessuna remora a dire che anche un Windows Movie Maker potrebbe esservi utile, perché alla fine il programma è solo un mezzo e non influisce sul risultato finale, se viene fatto con criterio. (NB. non uso MovieMaker dal 2000, quindi non so che qualità di video riesce ad esportare oggigiorno, ma credo che un 16:9 in HD lo faccia). Se si usa un ambiente Apple ci si può affidare a imovie, se non si hanno nessuno d questi, si può scaricare un programma gratuito fra quelli qui elencati
blog.zooppa.it/2012/09/migliori-programmi-open-source-di-video-editing
Imparare a fare montaggio video richiede un po’ di impegno, ma non è difficile.

Video, audio e musica

Come sopra accennato, avere del materiale di propria produzione sarebbe consigliabile e renderebbe il video molto originale, ma se non si dispone di queste risorse su pixabay.com ci sono moltissimi video gratuiti in alta risoluzione da scaricare per creare il proprio booktrailer, stessa cosa per le immagini.
Anche per le canzoni ci sono tantissime risorse da scaricare gratuitamente da vari siti, come quelli listati in questo sito www.webdistortion.com/2009/02/21/11-awesome-open-source-music-sites-for-digital-creatives
Vi consiglio, alla fine del video, di mettere i credits degli spezzoni video e musiche che avete scaricato, per ringraziare coloro che li hanno messo a vostra disposizione.
Se volete cimentarvi nel doppiaggio del vostro video, mi raccomando di prendere una persona con una buona dizione, senza accenti e che registri un audio di qualità, senza fruscii e rumori di sottofondo. Se avete uno speakerato non professionale, tanto vale eliminarlo del tutto e usare le parole in sovraimpressione.

Altro bel booktrailer che sfrutta la brevità, un bel contrasto di colori (verde e viola) e un buono speakeraggio

Realizzazione

È la parte più complicata, su questa non posso darvi nessun consiglio tranne quello di farvi delle domande: di che genere è il vostro libro? È un romanzo romantico, che viene rappresentato bene da immagini dello stesso genere (tramonti, rose che sbocciano)?
È un thriller psicologico che potrebbe incuriosire con una sequenza di immagini confuse accompagnate da una musica distorta che crea tensione?
Guardatevi i trailer di film del genere del vostro libro e prendete spunto, se volete sperimentate: non è detto che il booktrailer di thriller psicologico non possa essere il video una rosa che sboccia, ma accompagnato da una musica disturbante di sottofondo.
Buttate giù una scaletta: generalmente un booktrailer è un misto armonico fra frasi (in sovraimpressione o lette) musica e immagini. Potete scegliere una frase significativa su cui ruota il vostro romanzo e provare a costruirci qualcosa intorno, mi raccomando di non fare lungometraggi: perderete solo tempo e nessuno (che non sia vostro parente o fidanzato/a) arriverà mai alla fine dello stesso.

Banalità

Cose secondo me da evitare:

Booktrailer-riassunto: “Anna è una donna solare, aperta, ma il suo cuore è relegato nel cassetto assieme ai suoi sogni / Luigi è scontroso, taciturno e si chiude sempre in casa dopo le otto ore passate in ufficio / I due si incontreranno e si ameranno, ma Luigi nasconde un segreto, riuscirà Anna ad accettarlo?”
Fa pensare che il vostro romanzo sia lo stesso di centomila altri.

Booktrailer-mistero: Il mistero è una marcia molto potente per acquisire nuovi lettori, ma bisogna calibrarlo bene, fare un booktrailer troppo enigmatico potrebbe far dimenticare l’utente di voi un secondo dope aver chiuso il video. “La creatura scarlatta” / È vicino a te ⁄ Ti osserva / E non sai cosa vuole”. Ok, intrigante, ma perché dovrei leggere il tuo libro invece di uno di Stephen King?

Esportazione del video

Una volta finito il vostro booktrailer resta il problema di come esportarlo. Vi indico qui sotto dei formati standard con cui potete star sicuri della buona resa del video. Attenzione: questi formati vanno settati quando cominciate un nuovo progetto, inutile montare un video con dei settaggi e poi pretendere di esportarli con altri.

Non sono molto ferrata, quindi potrebbero esserci settaggi migliori, ma questi sono quelli che uso io di solito:

Formato video: HD 1920×1080 (corrisponde al 16:9)
Frequenza fotogrammi: 25 f/s
Quando esportate:
Estensione del file: .mp4
Formato video: HD 1920×1080
Frequenza fotogrammi: 25 f/s
Codec video: H.264
Audio: 44mhz stereo
Codec Audio: ACC

Se non disponete di quei codec provate uno fra quelli proposti ed esportate, valutate poi la qualità audio/video dal risultato finale
NB: se usate musica o video di scarsa qualità, è ovvio che nel video finale saranno scarsi a priscindere.

Dove pubblicare il booktrailer?

Una volta esportato, il video può essere pubblicato su qualsiasi social, Facebook, Youtube, Vimeo e infine condividerlo col mondo.

Bel booktrailer che gioca con l’alternarsi di testi e un’unica ripresa video (forse un po’ lungo, ma efficace)

Un bell’articolo sui booktrailer di Cetta De Luca cettadeluca.wordpress.com/2016/02/08/i-libri-nel-web-come-promuoverli-con-il-booktrailer

Per approfondimenti sul self publishing, vi rimando alla mia miniguida completa Dal Bit alla Carta

Pillole di self #6

Un articolo di È Scrivere mi ha fatto ricordare un argomento che avevo dimenticato di voler trattare, che si collega ai diritti d’autore delle immagini per le cover, cioè l’uso dei font.
Anche il font (tipo di carattere che si sceglie per la propria cover) è una prerogativa importante e da curare quando si imposta una copertina.

Amarsi Troppo Per Uccidersi

Per questa cover ho comprato la licenza del font =D

Per prima cosa bisogna scegliere un font che si colleghi stilisticamente all’immagine scelta e/o al genere del romanzo, in altre parole mettere un font di leziosa scrittura femminile su un libro di fantascienza non è proprio la scelta più azzeccata (anche se poi ci sono delle “eccezioni che confermano la regola” ma bisogna essere grafici di un certo livello per concedersi il lusso di azzardare accostamenti fuori dal comune).

Seconda cosa da curare è la leggibilità dello stesso in relazione all’immagine: cercate di non sovrapporre il testo alla fotografia per evitare confusione nella lettura, evitate fastidiose ombreggiature o tracce intorno al testo che invece di aiutare, complicano la decifrazione del titolo; in altre parole, cercate di rendere tutto il più “pulito” possibile (ancora una volta vi rimando a questo meraviglioso articolo dove sono listati alcuni orrori grafici da evitare).

Per farvi un esempio vi mostro le due cover della prima e seconda edizione del mio libro.

Nonostante il soggetto sia simile, l’effetto finale è molto diverso.
Per la prima cover, oltre ad aver “riempito” il background con un’immagine, avevo usato un carattere corsivo, ottenendo una grafica che, seppur moderna, era molto “anni ’90”. Nella riedizione, oltre ad aver eliminato elementi superflui, ho cambiato il font, con uno (a parer mio) più snello che, accompagnato da una grafica più minimalista, ha reso il tutto molto più moderno.

Come scegliere quindi il font perfetto? Credo che sia tutto merito di un certo gusto estetico innato; se pensate di non averlo, create la vostra cover e postatela su gruppi di lettura, sicuramente il giudizio di un pubblico vasto potrà aiutarvi ad andare nella giusta direzione.

serif vs sans serif

Fonte: Wikipedia

Dal punto di vista pratico vi consiglio di cercarlo su questo sito www.dafont.com.
Dafont è molto utile perché ha una comoda lista di caratteri divisi per genere (serif, sans serif, scrittura, effetto rovinato ecc…) ma soprattutto, per ogni font, segnala il diritto di utilizzo. Dovreste difatti cercare di evitare di usare font sotto licenza, specialmente se volete pubblicare un libro per venderlo, perché equivarrebbe ad usare una foto coperta da copyright. Non importa se il font è presente già sul vostro computer, non significa che ne possedete la licenza e l’autore (anche se difficilmente) potrebbe chiedervi di pagargli il dovuto a giochi fatti. (Per font più comuni tipo Times e Arial non credo ci sia questo problema, ma per altri meglio non rischiare.)
Ritornando a Dafont, quindi, per ogni font che propone è sempre presente la dicitura di usabilità, se scegliete font 100% free potete usarli anche per scopo commerciale e dormire sonni tranquilli.

Una parentesi dovuta vorrei aprirla sull’ingombro dei testi: ho visto parecchi libri self in cui il nome dell’autore è più grande del titolo. Ciò (a parere mio) non si dovrebbe fare.
Questa impostazione viene generalmente fatta con i grandi autori, coloro che riescono a vendere perché sono famosi, non importa che libro hanno scritto: il loro nome è sinonimo di una cosa che compreresti a priori. Usare questa impostazione alla pubblicazione del primo libro potrebbe far pensare che l’autore abbia un ego spropositato e, paradossalmente, far fuggire potenziali lettori.
Ricordo che l’umiltà è una dote sempre apprezzata in questo campo =D

Per finire la carrellata dei font vorrei aprire una parentesi sul povero e bistrattato Comic Sans. Tutti lo abbiamo usato almento una volta, in un testo, in una mail, per scrivere un titolo con un font che magari ci sembrava più allegro. Dovete sapere però che dietro a questo font è nato un “movimento” mondiale (non sto scherzando) di diffamazione, per cui se usi il Comic Sans per un qualsiasi tuo elaborato, può essere anche la nuova Divina Commedia, il tuo lavoro sarà considerato automaticamente privo di valore e nemmeno degno di venir letto. Incredibile? Assurdo? Sì, ma è così. I grafici di tutto il mondo si sono riuniti (per gioco o per pazzia) in una sorta di coalizione atta a considerare il Comic Sans un font “indegno”; la motivazione ufficiale è che “è stato usato così tanto che ha stufato” (mi domando allora perché non si riservi lo stesso trattamento al “Times New Roman”, ma vabbè). Quindi anche io non uso e sconsiglio l’uso di questo font, non tanto per unirmi al giochino, ma per non venire “tacciata” di incompetenza nel campo della grafica. A malincuore vi devo consigliare di non usarlo nei vostri elaborati.

Pillole di self #3

Continua il discorso dell’articolo precedente sull’investimento che deve affrontare un aspirante scrittore di self. Sempre in base allo specchietto semplificato che ho creato, oggi approfondirò quello che chiamo investimento business.

schema costi selfpublishing

Se si è disposti e possibilitati a spendere una cifra maggiore che si aggira intorno ai 200 euro, si può cominciare a ragionare su un tipo di business molto più remunerativo che include la vendita diretta al pubblico. La strategia secondo me, ideale, è comprare un ISBN, mandare in stampa il proprio volume e acquistarne un minimo di 11 copie. YCP offre un comodo specchietto riepilogativo a scaglioni di quando andreste a spendere a singola copia, una volta immessi tutti i dati e le caratteristiche del volume finale che volete stampare. www.youcanprint.it/invia-file-tesi/preventivo.html?tipo=pubblicazione

pubblicare con youcanprint

Da ciò che si vede in basso a destra di questa immagine, il costo della singola copia diminuisce all’aumentare delle copie acquistate. Quindi, ad esempio, se avete in mente di comprare 20 copie del vostro volume, vi consiglio di acquistarne 21, perchè andreste allo scaglione successivo, ottenendo un risparmio immediato di 16 euro (sulla base del libro che mostro nell’esempio). Attenzione: i costi mostrati in questo schema rappresentano quanto il libro verrà a costare a VOI autori, non è il prezzo finale al pubblico (detto anche prezzo di copertina).

Oltre a questi accorgimenti, il vantaggio di comprare delle copie, sta nel fatto di intascare immediatamente i ricavi delle vendite.
Ad esempio se vendeste al pubblico un libro al prezzo di 13 euro (che a voi è costato intorno agli 8 euro l’uno), incassereste immediatamente 6 euro. Ovviamente prima di considerare un eventuale guadagno, dovrete vendere tutte le copie necessarie per recuperare i soldi spesi. Ad esempio: se io spendessi sui 100 euro (come mostrato nello schema) per comprare 11 copie e le vendessi a 13 euro l’una, per far paro dovrei vendere prima 8 copie. Dalla nona in poi, comincerei a guadagnare.

Va da sé che se credete nel vostro lavoro, piazzare 8 copie sarà abbastanza facile, considerando che di solito, le prime persone a cui si propone sono amici e parenti. Altre copie possono esssere vendute organizzando presentazioni nella vostra città e dintorni. Consiglio spassionatamente di farle all’interno di circuli culturali o librerie indipendenti, le quali ci tengono a promuovere la cultura e sicuramente diffonderanno la notizia dell’evento; farle in grandi catene di librerie potrebbe farvi rischiare che alla presentazione non venga nessuno.

Per finire, la nota dolente che non ho preventivato fino adesso: i costi aggiuntivi.
Per “confezionare” un libro adatto alla stampa c’è bisogno di una figura professionale che vi curi l’impaginazione e la cover. Raffazzonare una cover con immagini prese da internet non è sufficiente per creare un file di stampa, c’è bisogno di fare una copertina “stesa” (cioè che include fronte, dorso e retro) con le sue giuste conversioni e gli sbordi per la stampa, e ovviamente di un impaginato interno sequenziale in PDF. Se siete in grado di farlo da soli, o avete un amico davvero disponibile a farvelo per piacere, siete fortunati. Altrimenti è un lavoro che va pagato.

Stesso discorso per l’editing: far leggere il vostro racconto ad amici e parenti potrebbe non essere abbastanza per ricevere una critica oggettiva della qualità del vostro lavoro. Anche qui, se siete oggettivamente in grado di valutare il vostro lavoro o avete una persona di fiducia disposta a valutare e correggere i refusi in maniera critica siete fortunati, altrimenti dovreste rivolgervi ad una persona a pagamento.
NB: Nel self publishing (purtroppo) pubblicano tutti e non tutti hanno le accortezze di creare un prodotto che si avvicina alla perfezione, quindi questa “categoria” viene spesso sminuita proprio per il fatto che in commercio si trovano libri dalle cover terribili e con testi interni altrettanto terribili, sta quindi alla vostra personale coscienza decidere se pubblicare un libro degno di questo nome o la prima stesura della prima cosa che vi è venuta in mente di scrivere.

Se volete approfondire di più, vi consiglio la miniguida Dal Bit alla Carta, gratuita su questo sito.

Pillole di self #2

Quanto si è disposti a spendere come autori self?
L’autopubblicazione ha dei costi molto variabili a secondo delle disponibilità economiche e degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Paradossalmente per autopubblicarsi potrebbero bastare solo 50 euro, cioè comprare un ISBN (30 euro) e decidere di stampare un solo libro da tenere come campione (15 euro + spese di spedizione all’incirca) per poi rendere le ulteriori copie reperibili solo online, le quali verranno stampate solo se qualcuno le ordina.
Questa opzione non tiene conto di costi aggiuntivi che sta a voi decidere se affrontare o meno: impaginazione, editing, presentazioni, partecipazioni a fiere, ecc. tutte cose utili alla qualità finale del libro e alla sua effettiva diffusione.

Un investimento minimo come quello sopra citato comporterà anche una maggiore fatica alla sponsorizzazione del libro che dovrà essere fatta quasi esclusivamente online, inoltre la mancanza di figure professionali per la realizzazione della cover, o di un buon editing potrebbero intaccare la veste finale del vostro romanzo.
Nulla dice, se siete sicuri e in grado di curare questi aspetti personalmente, che il vostro prodotto finale non sia al pari di uno edito da una casa editrice tradizionale.

Un altro piccolo ostacolo nella scelta di un investimento minimo sarà il guadagno: con la vendita esclusivamente online si guadagna una percentuale minima dalle vendite del libro, che verrà elargita solo al raggiungimento di 50 euro.

Con questo piccolo schemino ho sintetizzato la differenza fra investimento economy e business. Nella prossima pillola mi dilungherò su quest’ultimo. Nel frattempo potete leggere l’intera guida QUI.

schema costi selfpublishing

Pillole di self #1

Nasce oggi la mia rubrica del martedì #pillolediself dove darò delle brevi indicazioni su come si autopubblica, se non volete aspettare e apprendere tutto lo scibile di cui sono a disposizione potete leggere le guida completa QUI!

coste libriPillola #1

Selfpublishing: Quali sono i contro di questa scelta? Uno è sicuramente il prezzo di copertina che risulterà più alto rispetto a un libro delle stesse pagine di una casa editrice convenzionale.
Questo aspetto è del tutto giustificato: il vostro romanzo potrebbe essere stampato una copia per volta, quindi il prezzo di copertina viene calcolato sulla stampa di un SINGOLO LIBRO, da cui vanno detratti: costi di stampa, costi di spedizione, percentuale al distributore, percentuale al libraio, percentuale a YCP e infine percentuale a voi scrittori. Va da sè che il prezzo di copertina sale.
Quindi, se siete scrittori prolissi, che producete libri dalle 350 pagine in su, valutate bene se il selfpublishing cartaceo è la scelta giusta per voi, perchè potreste ritrovarvi libri dal prezzo di copertina superiore ai 20 euro.

Vi ricordo che tutti i miei libri sono autopubblicati, attualmente in offerta 3 di essi a soli 20 euro, spedizione inclusa! Leggi qui!