Intervista a Neffen Shaw – bassista dei Momuht

Riprendo la simpatica iniziativa proposta nel gruppo FB Volves Readers dove si chiedeva di descrivere il proprio libro facendo parlare uno dei protagonisti. Ecco il resoconto di Nef.

Cominciamo con una domanda per rompere il ghiaccio.
Chi sei? Presentati e raccontaci il tuo ruolo all’interno del romanzo.

Mi chiamo Neffen Shaw e sono il vero protagonista di questo romanzo; non quella squinternata sui pattini o quel marmocchio petulante che sembra uno scienziato pazzo in miniatura. *accende una sigaretta* Ah, sono anche il leader della band più popolare del pianeta, ma non per questo mi sono montato la testa. No-no. Hasta la vista!


Raccontaci qualcosa sui tuoi “alleati” all’interno del romanzo.

Alleati? Ma quali alleati? Qui sembrano tutti d’accordo per rendermi la vita un inferno. È già difficile mandare avanti una band, figuriamoci poi con gente del genere. Comunque, il gruppo è composto da quel cazzone di Ted, chitarrista che sembra sempre sull’orlo del suicidio (ma a quanto pare ‘sta cosa fa rimorchio); quello spilungone rompiballe di Jess che – buon per lui – è un asso alla batteria e quella mitomane fissata coi cartoni giapponesi di Joanna che – Dio l’abbia in gloria – ha una voce stellare, sennò l’avrei già spedita al diavolo lei e quello smartphone su cui sta sempre appiccicata. Io sono quello bello sulla destra. Piacere.

MOMUHT

E sui tuoi antagonisti? Cosa ci racconti?

le ceneri della feniceEcco. Cioè io me ne stavo tranquillo per i cazzi miei a godermi la vita da rockstar e all’improvviso piombano loro: Jag e Fade. Mi hanno reso la vita un calvario, si sono infiltrati nella band con la scusa di avere un sacco di soldi per finanziare il gruppo. Poi vabbè il fatto che siano arrivati fino a me per un messaggio che ho lasciato su internet da ubriaco poco importa.


Parlaci dell’ambiente in cui vivi.

La mia vita si svolge su e giù da un palco, fra interviste e sala prove. Non costringetemi in un punto fisso perché mi sentirei come un animale in gabbia. C’è stato un momento in cui sono stato “legato” a un luogo, ma non per mio volere. Indovinate per colpa di chi? Esatto: del marmocchio psicopatico.

le ceneri della fenice 2

Se potessi scegliere la tua prossima avventura, dove vorresti andare?

Qualsiasi posto va bene. Basta che sia lontano da questi maledetti giornalisti. Hasta la vista!

le ceneri della fenice

Scopri il romanzo QUA!
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