JFM consiglia: ALIUS di Diletta Ginevra Cafaro

alius diletta ginevra cafaroInizio questo post dicendo che non sono amante della fantascienza, almeno di quella che definisco più “classica”, ma con Alius ho avuto una piacevole e inaspettata introduzione a questo genere.

Partendo per ordine, Diletta Cafaro è una giovane autrice Wattpad che già si è distinta nel 2016 vincendo i Wattys con il suo “Il Velo di Drianna“, romanzo fantasy mescolato a un’avventura con sprazzi di onirico. Sì, perché Diletta cura con minuzia diversi elementi nei suoi romanzi, creando intrecci particolarmente caratterizzati.

Alius narra di un mondo distopico in cui le persone sono racchiuse dentro una cupola in quanto l’ambiente esterno è diventato ormai invivibile. All’interno di questa cupola vige una società piatta, omologata e cadenzata da regole precise dettate da un calcolatore centrale programmato per permettere al genere umano di sopravvivere.
L’autrice ci catapulta subito nella storia con un flashback che spiega i fatti che generano la trama, per poi riallacciarsi al presente e ai protagonisti che danzeranno in questa storia. Tutti i personaggi, sia principali che secondari, sono credibili e fortemente caratterizzati tanto da emergere, come una macchia stonata di colore, sul fondo piatto e monotono che è la società in cui vivono. SIRAH, YUNE, MEEHA, IAN sono i protagonisti intorno a cui cui ruota la vicenda: personaggi atipici, pieni di domande, desiderosi di conoscere e di capire, i quali, proprio per queste caratteristiche, ben presto si riveleranno scomodi per il Calcolatore Centrale.
Il protagonista maschile, YUNE, è decisamente il più accattivante della storia: tormentato, delirante e vittima di un pesante segreto di cui neanche lui conosce l’origine. Le vite di queste persone si intrecceranno facendo scoprire al lettore la verità che si cela dietro Alius, fra colpi di scena e verità imprevedibili, Alius vi catturerà dalla prima all’ultima parola.

Al di là della storia che è semplicemente bella per quello che è, ciò che ho veramente amato dell’autrice è la meticolosità con cui ha costruito il mondo di Alius, i suoi personaggi e i meccanismi societari in cui vivono, la tangibilità delle informazioni che vengono spiegate (sempre perfettamente amalgamate con la storia, non risultando, quindi, mai pesanti o boriose).
L’autrice non si è limitata al creare un background plausibile, ma ha letteralmente costruito uno scenario nel quale ogni più piccolo particolare è stato curato su una base oggettiva e a volte matematica. Così, ha reinventato un nuovo metodo di calcolo del tempo basato su archi, pause e scatti, ha organizzato la struttura della cupola spiegando la suddivisione dei distretti e delle aree, nonché la scala gerarchica della società stessa, arrivando persino a creare i nomi dei personaggi attraverso un calcolo basato sul sistema binario, rafforzando l’idea di come le persone siano ridotte a delle sigle, dei componenti del sistema. Molto apprezzabili le titolazioni dei capitoli basate sui tempi musicali, in quanto proprio la musica è parte fondamentale nella storia.
L’autrice si è documentata su tutti gli aspetti trattati, anche quelli che potrebbero sembrare più trascurabili, per creare un romanzo che non potrete fare a meno di apprezzare sotto ogni singola angolazione.

L’autrice è finalista ai Wattys anche quest’anno, quindi non si può che augurarle buona fortuna.

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