Pillole di self #3

Continua il discorso dell’articolo precedente sull’investimento che deve affrontare un aspirante scrittore di self. Sempre in base allo specchietto semplificato che ho creato, oggi approfondirò quello che chiamo investimento business.

schema costi selfpublishing

Se si è disposti e possibilitati a spendere una cifra maggiore che si aggira intorno ai 200 euro, si può cominciare a ragionare su un tipo di business molto più remunerativo che include la vendita diretta al pubblico. La strategia secondo me, ideale, è comprare un ISBN, mandare in stampa il proprio volume e acquistarne un minimo di 11 copie. YCP offre un comodo specchietto riepilogativo a scaglioni di quando andreste a spendere a singola copia, una volta immessi tutti i dati e le caratteristiche del volume finale che volete stampare. www.youcanprint.it/invia-file-tesi/preventivo.html?tipo=pubblicazione

pubblicare con youcanprint

Da ciò che si vede in basso a destra di questa immagine, il costo della singola copia diminuisce all’aumentare delle copie acquistate. Quindi, ad esempio, se avete in mente di comprare 20 copie del vostro volume, vi consiglio di acquistarne 21, perchè andreste allo scaglione successivo, ottenendo un risparmio immediato di 16 euro (sulla base del libro che mostro nell’esempio). Attenzione: i costi mostrati in questo schema rappresentano quanto il libro verrà a costare a VOI autori, non è il prezzo finale al pubblico (detto anche prezzo di copertina).

Oltre a questi accorgimenti, il vantaggio di comprare delle copie, sta nel fatto di intascare immediatamente i ricavi delle vendite.
Ad esempio se vendeste al pubblico un libro al prezzo di 13 euro (che a voi è costato intorno agli 8 euro l’uno), incassereste immediatamente 6 euro. Ovviamente prima di considerare un eventuale guadagno, dovrete vendere tutte le copie necessarie per recuperare i soldi spesi. Ad esempio: se io spendessi sui 100 euro (come mostrato nello schema) per comprare 11 copie e le vendessi a 13 euro l’una, per far paro dovrei vendere prima 8 copie. Dalla nona in poi, comincerei a guadagnare.

Va da sé che se credete nel vostro lavoro, piazzare 8 copie sarà abbastanza facile, considerando che di solito, le prime persone a cui si propone sono amici e parenti. Altre copie possono esssere vendute organizzando presentazioni nella vostra città e dintorni. Consiglio spassionatamente di farle all’interno di circuli culturali o librerie indipendenti, le quali ci tengono a promuovere la cultura e sicuramente diffonderanno la notizia dell’evento; farle in grandi catene di librerie potrebbe farvi rischiare che alla presentazione non venga nessuno.

Per finire, la nota dolente che non ho preventivato fino adesso: i costi aggiuntivi.
Per “confezionare” un libro adatto alla stampa c’è bisogno di una figura professionale che vi curi l’impaginazione e la cover. Raffazzonare una cover con immagini prese da internet non è sufficiente per creare un file di stampa, c’è bisogno di fare una copertina “stesa” (cioè che include fronte, dorso e retro) con le sue giuste conversioni e gli sbordi per la stampa, e ovviamente di un impaginato interno sequenziale in PDF. Se siete in grado di farlo da soli, o avete un amico davvero disponibile a farvelo per piacere, siete fortunati. Altrimenti è un lavoro che va pagato.

Stesso discorso per l’editing: far leggere il vostro racconto ad amici e parenti potrebbe non essere abbastanza per ricevere una critica oggettiva della qualità del vostro lavoro. Anche qui, se siete oggettivamente in grado di valutare il vostro lavoro o avete una persona di fiducia disposta a valutare e correggere i refusi in maniera critica siete fortunati, altrimenti dovreste rivolgervi ad una persona a pagamento.
NB: Nel self publishing (purtroppo) pubblicano tutti e non tutti hanno le accortezze di creare un prodotto che si avvicina alla perfezione, quindi questa “categoria” viene spesso sminuita proprio per il fatto che in commercio si trovano libri dalle cover terribili e con testi interni altrettanto terribili, sta quindi alla vostra personale coscienza decidere se pubblicare un libro degno di questo nome o la prima stesura della prima cosa che vi è venuta in mente di scrivere.

Se volete approfondire di più, vi consiglio la miniguida Dal Bit alla Carta, gratuita su questo sito.

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